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Titolo esecutivo europeo

A partire dal 21 ottobre 2005 trova applicazione anche nell’ordinamento giuridico italiano il “Titolo Esecutivo Europeo per i crediti non contestati”.Il “Titolo Esecutivo Europeo” rientra fra le misure adottate dalle Istituzioni Comunitarie nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile, cooperazione sempre più necessaria al fine di garantire il corretto e fecondo funzionamento del mercato interno.

Lo scopo del regolamento UE n° 805/2004 (il quale, con la sua efficacia vincolante, che come è noto contraddistingue tutti i regolamenti UE, ha introdotto per l’appunto il “Titolo Esecutivo Europeo”), è consentire, attraverso la definizione di norme minime,la libera circolazione delle decisioni e delle transazioni giudiziarie in tutti gli Stati dell’Unione Europea.

Secondo il predetto regolamento può essere certificato come Titolo Esecutivo Europeo una decisione giudiziaria (quindi non solo sentenze,ma anche decreti, ordinanze, mandati di esecuzione…), una transazione giudiziaria o un atto pubblico relativi ad un credito non contestato.

Non tragga in inganno il requisito della mancata contestazione in quanto, se è vero che si pone un limite di non scarsa rilevanza alla applicazione pratica del Titolo Esecutivo Europeo, è anche vero che la maggior parte dei crediti azionati di fronte ai giudici di primo grado a livello intra-comunitario riguardano proprio i crediti non contestati (con punte che raggiungono l’80’% dei crediti azionati nei rapporti con le vicine nazioni di Austria e Germania).

L’eliminazione del procedimenti di exequatur, si legga di necessità di un giudizio di intermediazione da parte delle Autorità giudiziarie del Paese del debitore nei cui confronti si procede, ha lo scopo di rafforzare l’applicazione della normativa atta a permettere una più efficace tutela a fronte dei ritardi nell’adempimento delle transazioni commerciali, attuata in Italia con il decreto legislativo 232/2002.

Non si può non scorgere come il legislatore comunitario abbia, per la prima volta, cercato di realizzare un quadro normativo che permetta di limitare il più possibile le iniziative giudiziarie dei debitori volte, non tanto, a contestare l’esistenza di un credito altrui ma, per lo più, a dilatare il più a lungo possibile i tempi dei giudizi di opposizione a provvedimenti di ingiunzione o comunque relativi all’esistenza di diritti di credito.

A rafforzare l’importanza pratica del Titolo Esecutivo Europeo vi è il fondamentale principio secondo cui al Giudice dell’esecuzione viene di fatto impedito di procedere al riesame nel merito della decisione certificata come Titolo Esecutivo Europeo una volta che presenti tutti quei presupposti formali previsti dalla lex loci affinché possa essere utilizzato quale titolo esecutivo.

La decisione giudiziaria certificata come Titolo Esecutivo Europeo è eseguita alle stesse condizioni di una decisione giudiziaria pronunciata nello Stato membro dell’esecuzione, ma si badi bene che, purtroppo, allo stato attuale, e su questo frangente auspichiamo una rapida armonizzazione delle norme nazionali, i procedimenti di esecuzione sono disciplinati dalla legge dello Stato membro dell’esecuzione.

Recuperare crediti e risolvere il problema delle insolvenze fra operatori commerciali infra-comunitari, è ora più rapido ed economico e, in un periodo di crisi, quale quello che il nostro piccolo-medio imprenditore sta attraversando, potrebbe costituire una vera boccata d’ossigeno e consentire un’apertura più serena ai nuovi mercati.